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Articoli PUBBLICATI SU LA TRIBUNA SAMMARINESE NEGLI ULTIMI DUE ANNI NELLA RUBRICA SETTIMANALE "L'EVIDENZIATORE" E NELLA RUBRICA "CITTADINANZA ATTIVA" COGESTITA CON L'ASSOCIAZIONE EPHEDRA

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TESTIMONI DI TRASFORMAZIONI EPOCALI
Non ci siamo (ottobre 2010)
San Marino alla resa dei conti (sett. 10)
AL PEGGIO NON C'È LIMITE? (febb. 2010)
Nuove strade per uscire dalla crisi? (Gennaio 2010)
San Marino: ripartenza da Ground Zero? (fine settembre 2009)
CITTADINANZA - CITTADINANZE (magg 09)
CRISI: NON BASTERÀ METTERCI UNA PEZZA (gennaio 09)
LISTA NERA ANCHE DALL'ECRI?* (apr 09)
Terra arida? (apr 08)
Così diversi, così uguali (magg 08)
Ottenebramento delle coscienze (giu 08)
Parte del materiale sul dibattito circa i giochi della sorte a San Marino

TESTIMONI DI TRASFORMAZIONI EPOCALI
DI GIOVANNI GIARDI
Permettetemi alcune considerazioni e riflessioni legate ad una situazione molto personale: in questi giorni ho compiuto 70 anni (sono nato la notte delle streghe, vi pareva?). Capirete che è grande la tentazione di fare bilanci e di rileggere trasversalmente una così notevole fetta di storia in cui, ho la certezza, la mia generazione e stata testimone di trasformazioni epocali. Testimoni e protagonisti della caduta di un mondo che resisteva da secoli e la creazione di un mondo nuovo, tale che le nuove generazioni non riescono nemmeno ad immaginare il passato, determinando una rottura netta ed una realtà senza radici.
Come può la generazione attuale immaginare una vita senza servizi igienici in casa, senza acqua corrente, luce elettrica, riscaldamento, frigorifero, automobile, telefono, TV, computer, social network…. ? Una vita senza diritto alla sanità per cui una malattia in casa voleva dire indebitamento e disperazione, senza diritto alla pensione, nella discriminazione netta per classi sociali, ecc.?
In questa sede mi preme rilevare gli aspetti che intersecano la partecipazione dei cittadini alla vita attiva della collettività, la dignità la libertà e i diritti fondamentali dell'uomo.
La generazione precedente la nostra ha lottato per la sopravvivenza in una società disumana e nel disordine del dopoguerra: abbiamo assistito nell'infanzia alle lotte dei contadini per riscattarsi dalla mezzadria (poco più di una servitù della gleba), alle partenze drammatiche per l'emigrazione, ai primi diritti riconosciuti agli operai, i primi diritti civili e sociali: e c'erano i benpensanti che remavano contro difendendo il vecchio mondo.
Abbiamo preso in mano questa eredità lottando caparbiamente, tutti, ma particolarmente le amiche e compagne, per i diritti delle donne, per consolidare lo stato sociale e dei servizi, per rendere il movimento dei lavoratori protagonista nella società; per la certezza, la sicurezza e la dignità del lavoro; per il diritto allo studio, alla casa e anche per la giustizia internazionale, per la pace e la solidarietà, sostanzialmente per il riconoscimento delle certezze e delle garanzie a cui ogni uomo avrebbe diritto: e c'erano i benpensanti che remavano contro paventando la messa in discussione di privilegi e interessi di parte.
Chi come me partiva anche da una motivazione di fede ha lottato anche a fianco di chi voleva un rinnovamento della Chiesa, rimasta ai secoli bui ed incapace di dialogare con il mondo. Questa lotta ha portato al concilio ed all'avvio di una primavera presto soffocata da chi remava contro perchè sempre rivolto con lo sguardo al passato, incapaci di profezia (forse anche di fede) e di grandi orizzonti.
Siamo però anche la generazione che, raggiunta la mia età, ha dovuto assistere alla rinascita di chi ha sempre remato contro. E così tutte le conquiste sono rimesse in discussione, le sicurezze tornano precarietà, sentiamo nei parlamenti e nei governi discorsi reazionari e di razzismo che la mia generazione non avrebbe tollerato neanche nelle bettole, vediamo in auge personaggi ripugnanti che sarebbero stati sepolti con una risata. La stessa pace nel mondo è sempre più compromessa fino al ritorno delle dittature sanguinarie e alla stessa riduzione in schiavitù di uomini e donne.
A me pesa anche il ritorno di una Chiesa che non mi vuole con la dignità di credente, ma come credulone senza coscienza autonoma, che vuole dettarmi anche come devo votare.
Avevamo la convinzione di aver risolto tutto e di lasciare le nuove generazione in una situazione di sicurezza per fare nuovi balzi in avanti nei diritti e nel progresso dell'uomo. Bene, pazienza, vorrà dire che anche questa generazione dovrà fare le sue lotte e convincersi che una conquista non è per sempre si non si lotta per difenderla: chi rema contro è sempre in agguato.
Amici della mia generazione, ma anche giovani della nuova, fatemi sapere cosa ne pensate.

Non ci siamo (ottobre 2010)
Siamo sull’orlo di un baratro e noi discutiamo di bazzecole (come Costantinopoli che coi turchi sotto le mura discuteva sul sesso degli angeli).
Dalle discussioni sembra che i problemi del Paese stiano nelle beghe e nelle alchimie fra i partiti tradizionali senza capire che fra tutti sono riusciti a imbastardire il senso civico della gente e che tutto finirà nel caos del qualunquismo quando i problemi diventeranno veri e grossi e quando ci sveglieremo da questa illusione di benessere; sembra che i problemi stiano in un € di aumento della retta scolastica anche per i ricchi (per la maggior parte delle famiglie in una stagione rappresenta la differenza fra un paio di scarpe normali ed un paio di scarpe firmate - per i pochi casi di bisogno vero si possono trovare tante soluzione giuste).
Non ci siamo.
Ben altri saranno i sacrifici che dovremo fare! Per esempio pagare le tasse. Non mi è dato sapere se lo scandalo dei redditi lordi dei lavoratori dipendenti confrontati con quelli di altre categorie si traduce anche in esborsi netti di imposta, ma so per certo che neanche i lavoratori dipendenti pagano le tasse. Nel 1984, anno della riforma, gli operai pagavano l’imposta Iss e gli impiegati circa l’11% fra Iss e Stato. Oggi un reddito medio da lavoro dipendente paga un’aliquota netta attorno al 3% contro il 13% di aliquota netta di un lavoratore italiano di pari reddito che paga inoltre un’altra sfilza di tasse locali e varie. Per altri redditi c’è stata l’assurda istituzione, nell’86, del forfettario che ha svuotato di significato la riforma. Comunque nessuno paga le tasse poi pretendiamo prestazioni sanitarie scuole strade e servizi dallo Stato.
Dovremo cominciare a pagare le tasse, a pagarci un po’ di prestazioni sanitarie, un po’ di libri scolastici ecc. altro che retta scolastica.
Il problema grosso per le organizzazioni sindacali e per la società civile è quello di fidarsi di questa classe dirigente per la gestione di questa fase difficile. Bisogna pretendere, in cambio dei sacrifici, progetti che garantiscano lavoro per tutti anche con progetti straordinari temporanei e che garantiscano, mettano in sicurezza, lo stato sociale (il primo aumento di imposta dovrà essere mirato alla sicurezza sociale). Non sarebbero tollerabili sacche di povertà e di abbandono del cittadino ai suoi problemi. Ma non vedo questi progetti e soprattutto non vedo una maggioranza che abbia il coraggio di chiedere ai cittadini lacrime e sangue necessari? L’iniziativa di Gilberto Rossini e di un gruppo di cittadini, queste state, di chiedere alla Reggenza una iniziativa straordinaria da governo di emergenza è caduta nel vuoto, ma forse era l’unica via d’uscita.


San Marino alla resa dei conti (sett. 10)

Riprende l'attività politica post-ferie che quest'anno per la verità non si è totalmente interrotta neanche in agosto. Di nuovo e di decisivo la situazione presenta ben poco: piccole polemiche (tempeste in un bicchiere d'acqua), piccole proposte, certamente niente dà la sensazione che ci sia una consapevolezza adeguata della gravità della situazione. La stessa polemica fra partiti è paradossale: a fare i censori sono gruppi e personaggi che dovrebbero solo tacere e semmai chiedere scusa al Paese per i danni che hanno provocato e ad essere attaccati sono i pochi che tentano di dire qualcosa di nuovo fra cui Alleanza Popolare di nuovo "sotto battuto" (è vero, ha sbagliato alleati e qualche sua mossa non è piaciuta, ma il Paese ha bisogno della importante risorsa delle sue donne e dei suoi uomini in questo panorama avvilente).
Qualcosa di concreto dalle iniziative per i referendum sulle aree pubbliche e sull'Europa..
Dalla gente vari segni di ribellione preoccupata e tante prese di posizione individuali e collettive. Alcune poco credibili e velleitarie, ma altre dovrebbero trovare udienza nelle persone che hanno a cuore i destini del Paese, però dovrebbero trovare coordinamento e unificazione in un progetto collettivo. In evidenza la proposta di un gruppo di cittadini che chiedeva un atto coraggioso della Reggenza per far fronte alla gravità della situazione: avrebbe meritato più attenzione.
Ma ormai siamo alla resa dei conti: quali nuove attività sostituiranno quelle che stanno chiudendo o trasferendosi? Con cosa sostituire le entrate di bilancio che stanno esaurendosi? Soprattutto che ne sarà dei disoccupati per i quali si avvicina la fine della mobilità e degli ammortizzatori sociali?
Non si può né semplificare, né banalizzare, ma non ho sentito parlare di grandi progetti e nemmeno di una strategia minima per affrontare la crisi. Per es: le centinaia di cassintegrati potevano, con gli stessi costi, essere avviati ad una attività temporanea, anche straordinaria, finalizzata alla prospettiva di favorire la rioccupazione; il collocamento poteva essere trasformato in un'agenzia che avviasse al lavoro i disoccupati invece di sottoporli a infiniti colloqui umilianti senza prospettiva; poteva essere studiato un progetto di occupazione straordinaria per opere pubbliche e lavori socialmente utili, ripristinando temporaneamente il principio del pieno impiego vigente fino a tutti gli anni 60…
Certo non è il momento di attestarsi nella difesa di piccoli o grandi privilegi; bisognerà anche cominciare a pagare le tasse (con una media del 3% di imposta netta pretendiamo di pagare i servizi dello Stato e dell'ISS) e bisognerà fare dei sacrifici. Questo non è molto importante. L'imperativo deve essere: evitare sacche di povertà e gente senza lavoro. Non sarebbe tollerabile e giustificherebbe le reazioni più dure!
Giovanni Giardi

AL PEGGIO NON C'È LIMITE? (febb. 2010)

Il mio Paese sta scivolando verso livelli di degrado che neanche nelle mie riflessioni più pessimistiche avrei potuto immaginare. Non siamo più a qualche marachella, favoritismo, bustarella ecc. Qualcuno ha giocato, speculato e guadagnato mettendo in pericolo il futuro e l'esistenza del Paese. Ho sentito gente così incazzata che parla velleitariamente di ribellarsi e di sbattere fuori tutti a bastonate, ma poi come voteranno al momento?
Hanno infilato la Cassa di Risparmio, fuori dai fini istituzionali, in un tunnel di caimani dal quale, persone di cui conservo un po' di fiducia sembra stiano cavandola senza che ci lasci tutte le penne, le nostre; hanno fatto perdere ogni credibilità allo Stato in materia finanziaria (concessione di banche e finanziarie a … chiunque - per non dire peggio) e quando le persone appositamente incaricate dal Consigli GG di controllare hanno "osato" svolgere il loro lavoro nell'autonomia prevista dalla legge, le hanno cacciate perchè abituati a controllare tutto e a comandare invece che governare nella legalità.
Altro balzo in basso della credibilità e ulteriore chiusura di prospettive. A cosa servirà nominare altri Dirigenti che, se faranno il loro lavoro verranno licenziati e se obbediranno al padrone peggioreranno la situazione?
La situazione è oggettivamente difficile in tutto il mondo, ma da alcune parti si vedono tentativi di uscirci e risultati: noi, invece di mettere mano ad un piano economico credibile per uscire dalla crisi, ad un piano industriale, del lavoro e di risposta al grave e costoso tasso di disoccupazione, dobbiamo inseguire e riparare i guasti delle operazioni sconsiderate se non criminogene.
Io non credo, e neanche il Paese non qualunquista crede, che tutti i politici e i responsabili della cosa pubblica siamo uguali e tutti coinvolti. Pochi sanno prendere le distanza e denunciare. Molti i responsabili che più o meno conosciamo e che sono al servizio di interessi inconfessati. Mi stupisco di quelli che sanno che così non ci sono speranze, eppure non si ribellano e non pretendono di fare chiarezza e pulizia. Accettano di compromettere la loro faccia coi farabutti e addirittura tengono bastone invece di tentare di lasciare un segno positivo del loro passaggio in politica.
Si stanno sentendo in giro timide dichiarazioni di tornare ai valori e di rinnovare …. Ma come crederci e avere fiducia? Ci vuole ben altro che timidi balbettii!

Giovanni Giardi


Nuove strade per uscire dalla crisi? Possibili con scelte coraggiose
CERTAMENTE UN DISASTRO SE NON SI CAMBIA!
(Gennaio 2010)


Grande successo di pubblico e di interesse al convegno del 22, 23, 24 gennaio, chiamato "AltrEmenti" Festival, organizzato dall' Associazione Culturale Don Chisciotte, curatori: Angelica Bezziccari, Roberto Ciavatta, Valentina Quadrelli.
L'analisi lucida dei prestigiosi esperti che si sono susseguiti quali relatori:: ROBERTO ESPOSITO, PIER PAOLO DAL MONTE, ALEX FOTI, MASSIMO FINI, PAOLO COLUCCIA, FEDERICO M. PULSELLI, ANSELM JAPPE, OLIVIERO BEHA, GIULIETTO CHIESA, SANDRO MEZZADRA, ha fatto luce sulla crisi contingente, ma anche sul concetto più ampio di crisi, che ingloba in sé la stessa crisi finanziaria non come un evento a sé stante ed "imprevedibile", frutto dell'assenza di scrupoli di qualche finanziere come i media hanno tentato di far credere, ma come un evento prevedibile (e previsto) che si inserisce all'interno di un più radicale decadimento e crisi, dei "valori" occidentali.
Amare riflessioni sulle nostre istituzioni e sulla classe politica che dovrebbero essere le prime a mettere a disposizione strumenti conoscitivi di quanto sta succedendo attorno a noi per poter progettare a ragion veduta il futuro delle nuove generazioni, mentre sono parse defilate sia dalla collaborazione con chi aveva organizzato l'evento, sia in quanto a ptresenza agli incontri.
Ho pensato ai giovani che con entusiasmo e sacrificio hanno messo in piedi questo po' po' di evento, offrendolo come perle preziose al Paese intero, il quale, nelle sue istituzioni più rappresentative, non sembra in grado di apprezzarle, come dare perle a que tale animale...


Giochi della sorte. Ancora un'orgia di ipocrisia
(novembre 09)
Il nostro povero Paese ha molti problemi, ma il problema più grosso, come del resto per l'Italia, resta la mancanza di trasparenza, progettualità e lungimiranza della sua classe politica.
Sul problema della casa da gioco, del gioco d'azzardo e dei giochi della sorte (sembra la disputa sulle droghe leggere. pesanti, alcolismo), ci troviamo di fronte, come scrivevo già alcuni anni fa, ad un'orgia di ipocrisia.
Nel 2007 molti cittadini si erano resi conto che avanzava strisciante e senza deliberazioni specifiche il gioco d'azzardo legalizzato in territorio per far soldi per lo Stato e soprattutto per i soliti furbi. La preoccupazione di questi cittadini era soprattutto dettata dalla ripugnanza di una scelta che "
porterà il Paese a dipendere da soldi sporchi di sofferenza e corruzione, in mano a poteri incontrollabili: non saremo più padroni del nostro futuro! Questa deriva porterà le nuove generazioni ad una perdita ulteriore dei valori del lavoro, dell'impegno, del rigore, della crescita personale e comunitaria, in favore di un miraggio effimero e falso di guadagno "facile e senza fatica". Così un brano del documento collettivo "Diciamo assieme no allo Stato biscazziere" che in pochi giorni, solo sul web, aveva raccolto diverse centinaia di firme.
Si denunciava l'introduzione strisciante del gioco d'azzardo. Si è partiti, vi ricordate, dal bingo, la lotteria di famiglia e con i provvedimenti di questi giorni in Consiglio mi sa che si è chiuso il cerchio!
I miei numerosi articoli, il documento di 7 organizzazioni cattoliche, alcune interessanti ricerche storiche di Marino Cecchetti, molte prese di posizione personali, che in passato avevano l'appoggio personale e di gruppo di forze politiche e movimenti, oggi restano posizioni frustrate e isolate.
Quello che urta di più è la pretesa di darcela da bere:
"sono solo provvedimenti tecnici … non faremo mai la casa da gioco … (anche perchè non interessa più molto - è preferita la situazione attuale". Pretendono proprio di prenderci per cretini?
(vedere nel sito Parte del materiale sul dibattito circa i giochi della sorte a San Marino e anche archivio sito www.libertas.sm/Articoli/Giochi_San_Marino/GSM_0.htm)


San Marino: ripartenza da Ground Zero? (fine settembre 2009)

San Marino comincia a dare segni di senso di responsabilità e di volontà di mettersi in regola per riconquistare credibilità nel consesso delle nazioni. Qualcuno brontola, ma a me sembra che non fosse possibile fare di più considerate le condizioni di partenza, quasi un grond zero. Soprattutto non mi va che a brontolare siano gli stessi che hanno trascinato il Paese in questa situazione.
Uscire dalla lista grigia non significa certamente uscire dalla crisi che ha ben altre radici, ma almeno pian piano la parte sana della popolazione smetterà di vergognarsi del proprio Paese. In ogni caso non mi sembra sia finita: resta la meschinità un po' pidocchiosa di Tremonti che imperversa sugli italiani (ma loro l'hanno votato - gli sta solo bene) che se l'è presa con noi ben oltre il pudore e il ruolo istituzionale. I politici non sono eterni e supereremo anche Tremonti.
Adesso servono politiche intelligenti ritagliate sui problemi del Paese per darvi soluzione, per dare certezza o almeno speranza alle nuove generazioni che in questo momento hanno davanti solo incertezza e pessimismo. Serve un sussulto di inventiva e di intuito politico (col metodo della programmazione e non dell'improvvisazione) per grandi progetti, per la fase di transizione verso la ripresa e per dare al Paese un futuro di certezze non più basate sull'effimero delle piccole furbizie e delle piccole speculazioni funzionali solo a qualche furbo ma sulla giusta utilizzazione della statualità e delle risorse umane (valorizzando il merito), istituzionali ed economiche che non mancano al Paese.
Non che la classe politica dia molta fiducia, ma questo è il momento di superare i preconcetti e di trovare l'unità di intenti, non solo in politica, ma anche fra le forze sociali ed economiche, unità d'intenti necessaria per dare un futuro al Paese.



Ferragosto 2009 di fuoco. Si salverà il Paese?

Non sono molto interessato a scrivere di problemi interni, di San Marino, su queste pagine. Sia perchè i problemi gravissimi del Paese mi danno molta angoscia, sia perchè a leggermi sono molti amici non sammarinesi che verosimilmente non sono molto interessati. Però su alcuni avvenimenti è difficile anche tacere.
Abbiamo tutti convenuto che la politica difensiva del Paese non poteva più essere, come nei secoli scorsi di "restare noti a noi stessi ed ignoti agli altri" e che il ns. futuro consiste nel diventare noti a tutto il mondo, ma la notorietà che stiamo conquistando non è di quelle che fanno bene. Avremmo evitato volentieri che si occupasse di noi in questo modo la stampa internazionale e le magistrature di mezza Italia.
Scandali in materia bancaria e finanziaria che sono causa di tensione con il governo italiano il quale ha evidentemente atteggiamenti velleitari, ma che sono anche conseguenza di comportamenti gravissimi di operatori sammarinesi (anzi, operatori italiani a San Marino protetti da qualche "santo" locale) che hanno speculato e hanno fatto soldi ed ora ne paghiamo tutti le conseguenze, comunque gravi, anche se fossero senza fondamento le ipotesi che ci sono rischi per i piccoli risparmiatori.
Quello che colpisce è che nonostante i compiti istituzionali, giudiziari e ispettivi quanto mai costosi per i cittadini, se non c'era un tribunale italiano che scopriva tutto, i colpevoli li avremmo tenuti ancora ossequiati e profumatamente pagati.
Quindi, come scrivevo in merito i mesi scorsi (vedi alcuni pezzi qui nella pagina "politica e istituzione") non "dove va San Marino", ma dove è stato trascinato e da chi.
Stiamo pagando e pagheremo costi altissimi per questa situazione: avremo almeno la soddisfazione di conoscere i responsabili e i loro protettori e vedere comminata qualche punizione adeguata?


CITTADINANZA - CITTADINANZE
(magg 09)
di Giovanni Giardi
"Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché
voi siete stati forestieri nel paese d`Egitto"
(Esodo 22, 20)
Leggete il seguente corsivo e dite chi può averlo scritto, nei confronti di chi:
"Generalmente sono (…) di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in 2 e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4, 6, 10. Parlano lingue incomprensibili, forse dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina; spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali".
Che l'abbiano scritto i "cristiani" della Lega che pochi anni fa dicevano queste cose dei meridionali e oggi lo dicono degli extracomunitari che vorrebbero mitragliare in mare? Forse qualche gruppo di nazifascisti che coraggiosamente vanno in 10 a picchiare qualche nomade o qualche extracomunitario o incendiare le loro povere baracche? No si tratta di uno stralcio della "relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso degli Stati Uniti sugli immigrati ITALIANI. Ottobre 1919".

Faccio questo richiamo perché la discriminazione, la mortificazione della dignità umana e del diritto alla cittadinanza (in senso lato) riservati in quel periodo agli italiani (e verosimilmente ai sammarinesi) in momenti di difficoltà e bisogno, oggi tentiamo, come cittadini e come istituzioni, di riservarli ad altri nel momento del bisogno e della difficoltà e San Marino non è esente da tentazione di chiusura, razzismo e discriminazione.
A quel tempo e nel caso specifico era una istituzione pubblica ad usare questo linguaggio mortificante, ma anche oggi certe forze politiche hanno portato nei parlamenti nazionali lo stesso linguaggio o comunque a proporre deliberazioni e norme ispirate allo stesso pensiero.
Per quanto ci riguarda, lo spirito di solidarietà spontanea od organizzata privata, che a noi piace leggere come cittadinanza attiva, dà del nostro Paese una immagine positiva all'interno e in molti luoghi del mondo dove la povertà e la sofferenza colpisce esseri umani molto meno fortunati di noi.
Credo però che anche le istituzioni debbano interrogarsi se dalle tradizioni a cui vogliamo essere fedeli e dalle convenzioni internazionali che amiamo sottoscrivere con molta pompa e con molta pubblicità, non discendano dei doveri verso gli immigrati, regolari o meno che siano, se non altro nel ricordo dei nostri padri che hanno sperimentato cosa sia l'umiliazione e la discriminazione.
Non è opportuno dire di più in questa sede, ma ho in mente situazioni molto precise.


CRISI: NON BASTERÀ METTERCI UNA PEZZA
(gennaio 09)
Cominciano a definirsi i profili di quello che sta succedendo oggi nell'economia del mondo intero, anche se è certo che dobbiamo attenderci altri sviluppi e non è detto che abbiamo raggiunto il fondo. Si tratta di una crisi partita dai prodotti finanziari e assicurativi, si è già estesa all'economia reale, prima che si risolva (e non è detto che si risolverà senza grossi traumi) avrà investito profondamente le istituzioni e la vita di miliardi di persone
Per capirne di più ho partecipato ad un convegno di economisti tenutosi in questi giorni a Bologna. Ho avuto conferma che siamo di fronte ad un enorme attentato contro l'umanità (altro che torri gemelle), con errori madornali, volontà truffaldina, leggerezza, complicità e inadeguatezza delle norme e delle istituzioni locali e internazionali: pressochè un fallimento del mito del capitalismo.
Ne parliamo in questa rubrica perché alcuni intervistati hanno sollevato il problema del timore che con questa classe politica, ma qualcuno dice addirittura con questa classe dirigente (politica, sociale, amministrativa, economica) come sarà possibile far fronte alle terribili sfide che ci riserva l'oggi e ancor più il domani?
Spaventose le cifre delle perdite e dei furti nei crac del settore finanziario, ma ancora maggiori, anche se più diffuse, si annunciano quelle nell'economia reale. Il capitalismo che aborriva l'interferenza dello Stato in economia oggi ricorre alla finanza pubblica, ai soldi di tutti i cittadini, a man bassa e per cifre enormi … e non è finita.
Fra gli economisti più lungimiranti e senza paraocchi ideologico - capitalistici c'è chi denuncia la disumanità del modello di sviluppo adottato che ci ha portato a questo disastro ma anche la speranza e la possibilità che dal disastro possa nascere la volontà di cambiare le cose: nuove regole nella finanza, più controlli, più democrazia anche in economia, in sostanza riassetti istituzionali che mettano regole più precise, controlli più rigorosi, norme giudiziarie più adeguate. In sostanza interventi sui modelli di sviluppo e sull'assetto istituzionale.
E a San Marino che ha puntato tutto sul finanziario e ha trascurato piani per una economia reale?
Ephedra che è impegnata per far crescere una cittadinanza attiva che non si faccia passare sulla testa le scelte fatte dall'alto, denuncia l'affermarsi strisciante dell'attuale modello di sviluppo voluto da ignoti interessati i cui errori sono e saranno pagati da tutti. Richiede anche da tempo regole morali e penali contro chi danneggia il Paese sul piano economico e del prestigio.
Molti intervistati da Ephedra denunciano questa ulteriore debolezza di San Marino: abbiamo solo la risorsa del prestigio per presentarci con dignità agli altri Paesi a trattare in questa fase drammatica: se questo prestigio è compromesso e non abbiamo un piano alternativo e integrativo dell'attuale modello di sviluppo possiamo solo mettere qualche pezza, ma basterà?

LISTA NERA ANCHE DALL'ECRI?* (apr 09)
Proprio in questi giorni in cui l'Onu ha tenuto uno straordinario quanto burrascoso dibattito sul razzismo, abbiamo ascoltato da Telesanmarino la denuncia di una discriminazione razziale. Non è corretto buttarsi su di una notizia senza i dovuti riscontri, ma, considerati i particolari della denuncia, mi sembra sia suonata come vera, possibile e grave anche conoscendo il clima generale di crescente intolleranza a S. Marino e in Italia, di cui amiamo molto imitare il peggio non il meglio e dove il razzismo viene istigato a livello istituzionale.
Il comportamento di un intero stadio di tifosi che se la prende con il calciatore Balotelli perché di colore e l'eco che ha avuto nei ns. bar mi ha convinto che si pone in ogni caso il problema del razzismo e di che tipo di società vogliamo costruire. Una cittadinanza attiva si pone il problema e bisognerà che anche le istituzioni ed i servizi sociali investano qualche risorsa per capire verso quale tipo di società stiamo andando: come saranno le nuove generazioni, quali spazi vivibili per bambini, anziani, persone in difficoltà e di diversa etnia ecc. dando ascolto e voce alle associazioni di volontariato che propongono da tempo di recuperare una socialità che era nella nostra tradizione e cultura e che sta scomparendo.
Ma questa dell'intolleranza e del razzismo è anche la frontiera e la sfida per l'intero mondo, la frontiera sulla quale il mondo si gioca il futuro: un futuro di odio, di conflitti, di sofferenza o un futuro di pace, di progresso, di nuova umanità.
Occhi ben aperti quindi anche nel nostro Paese perché è vero che ci sono esperienze di una generosità che ci fa onore, è vero che vediamo continuamente nascere iniziative di solidarietà da parte di associazioni, singoli e anche Enti, ma c'è anche un filone di sottocultura, di personaggi grezzi ed egoisti che nei bar e nelle discussioni non si vergognano di esprimere teorie ripugnanti e che riproducono sottocultura.
Sono gli stessi che in passato alimentavano la discriminazione fra appartenenti a famiglie e abitanti di zone diverse, fra ebrei e cristiani, poi fra meridionali e settentrionali, poi fra comunitari ed extracomunitari, fra europei e gente di colore, fra omosessuali ed eterosessuali … Abbiamo avuto anche dalle nostre parti persone che hanno rifiutato di affittare l'appartamento a famiglie con disabili o hanno mugugnato e manifestato contro l'inserimento scolastico degli stessi.
Serve indignarsi. Certi comportamenti sono effettivamente ignobili. Ma serve soprattutto costruire con l'impegno di tutti coloro che sono portatori di valori positivi, una società che abbia un atteggiamento ed un comportamento aperto, tollerante ed accogliente. Non si tratta di un buon sentimento, ma di bene comune, di interesse di tutta la comunità.
Plauso sincero al lavoro della scuola e, per inciso, della
che espone in ogni punto di incontro slogan "no al razzismo". Ma non basta! Vedo le istituzioni poco attente al problema e poco impegnate.
Sarebbe molto grave che anche la Commissione Europea Contro il Razzismo e l'Intolleranza (ECRI), istituita dal Consiglio d'Europa, organo di monitoraggio per la tutela dei diritti dell'uomo, specializzato nelle questioni relative al razzismo e all'intolleranza, ci inserisse in una lista grigia: sarebbe più vergognoso di quanto ci sta succedendo in materia finanziaria.

*Commissione Europea Contro il Razzismo e l'Intolleranza


Terra arida?
(apr 08)
di Giovanni Giardi
La lettura della realtà sembra suggerire solo pessimismo. Anche in questa rubrica tendo spesso a cogliere aspetti critici e situazioni criticabili. Eppure non riesco ad associarmi agli ipercritici che fanno di ogni erba un fascio, diffondendo qualunquismo, con lo slogan "… tanto sono tutti uguali…".
Nella società civile sopravvive una voglia di positività e crescita. Il Paese non è terra bruciata e non sempre le istituzioni sono ostacolo a questa voglia di crescita.
Voglio evidenziare una dimostrazione di questa vitalità: è nota a tutti l'iniziativa di un corso di formazione "Educazione alla cittadinanza attiva" promossa dall'Associazione Culturale Ephedra, dalla Segreteria di Stato per l'Istruzione, dal Dipartimento della Formazione dell'Università, dalla Fondazione San Marino della Cassa di Risparmio - Sums. Si tratta di un progetto ambizioso che vorrebbe avviare un percorso di formazione messo a disposizione di chi vuole impegnarsi con competenza, a livello politico, istituzionale o semplicemente nel sociale, anche nel volontariato (programmi ed appuntamenti in altra parte del giornale).
I promotori hanno voluto presentare l'iniziativa alla Reggenza che in un discorso di saluto l'ha arricchita di senso e di valori profondi, incoraggiando i promotori oltre ogni attesa.
Avevo verificato anche in diversi casi precedenti come questa antica Istituzione pubblica possa essere gestita con grande dignità e passione e come conservi un grande prestigio fra la gente.
Ed è proprio per questo che i rappresentanti dell'associazionismo hanno sperato in questa Istituzione per risolvere l'annoso problema di una legislazione adeguata per l'associazionismo e il volontariato. E questa Reggenza ha lavorato con convinzione per raggiungere un obiettivo che i governi negli anni avevano un po' snobbato.
I Reggenti si saranno mossi con prudenza nel delicato equilibrio di non interferire nel campo politico senza sottrarsi al dovere di sollecitazione e indirizzo sui temi generali e sulle attese dei cittadini. Sta di fatto che nonostante una crisi di governo nel semestre, il governo si è impegnato con una direttiva tesa a portare a compimento un progetto previsto dal programma e richiesto da tempo dalla parte più attiva e positiva della società civile, il volontariato. Il Segretario di Stato preposto alle politiche sociali dovrà forse anche al loro apporto l'aver ottenuto questo risultato che analizzeremo in un'altra occasione.
Forse non tutti saranno convinti che la formazione alla cittadinanza attiva e l'impegno sociale e volontario siamo i temi più urgenti del momento, ma c'è chi, come me, ritiene che anche affrontando questi aspetti possa ripartire un circolo virtuoso per rimettere in piedi il Paese sul piano dei valori, per una speranza nel il futuro. A chi ci crede la responsabilità di impegnarsi cercando le necessarie alleanze, alle istituzioni la responsabilità non ostacolare, ma anzi di recuperare credibilità e favorire questo processo o di crescita.
Auguri alla nuova Reggenza.


Così diversi, così uguali (magg 08)
di Giovanni Giard
Spero sia un segnale e non solo una coincidenza che nel giro di poche settimane abbiamo avuto una serie di eventi tutti riferiti alla lotta al razzismo, alla cultura della tolleranza, al rispetto della diversità, all'uguaglianza.
E' stato diffuso, infatti, il terzo rapporto su San Marino della Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI) a cui la stampa locale ha dato adeguato risalto; ci sono stati i primi moduli del corso di formazione di educazione alla cittadinanza attiva (proposto da Ephedra e organizzato dall'Università e dalla Fodazione San Marino col patrocinio della Segreteria di Stato alla P.I.) dedicati ai problemi di genere, dell'integrazione, della diversità, di una nuova idea di cittadinanza nella prospettiva della globalizzazione; è stato inaugurato il monumento con il quale lo scultore Leonardo Blanco ha reso eloquentemente l'idea diversi/uguali
(foto), collocato nella rotonda di Borgo Mggiore. Ho anche presente, bisogna pur riconoscerlo, che in tutti i campi del calcio è ben esposto agli occhi dei tifosi, dei passanti e soprattutto dei ragazzi lo slogan "no al razzismo".
Colgo l'occasione per collegare questi eventi a Giordano Bruno Reffi, figura emblematica di questi valori, di cui ricorre in questi giorni l'anniversario della morte.
Certo ci vuole altro per far uscire il Paese da una tentazione di ghettizzazione, soprattutto culturale, e di difesa egoistica degli interessi, ma bisogna cogliere questi segni come positivi e da coltivare gelosamente.
Anche perchè, contemporaneamente a questi segni positivi fragili, giusto per fare alcuni esempi, in Italia chi ha vinto le elezioni l'ha fatto anche sollecitando gli istinti peggiori degli elettori dell'ostilità contro i diversi (una volta erano i meridionali, adesso gli immigrati) e comunque ha giocato un ruolo decisivo la paura, giustificata e anche ingiustificata, dello straniero, tanto che il primo atto è stata la nomina di ispettori contro i nomadi rom.. Poi abbiamo assistito ancora una volta ad una contestazione (fiera del libro di Torino) rivolta alla Stato di Israele ed al suo Governo, certamente reazionario per come nega i diritti fondamentali dei Palestinesi, letta ed intesa come antiebraismo ed antisemitismo. Non c'entra niente, ma evidenzia una ferita tragica ancora aperta e sensibile.
Allora bisogna cogliere e coltivare i segni positivi ma anche vigilare attentamente (se è vero che l'Ass. AFAAS denuncia maltrattamenti da parte di maggiorenni sammarinesi verso un adottato minorenne) e fare la nostra parte perché l'umanità non degradi nella barbarie del razzismo, della separazione, della chiusura mentale dei luoghi comuni e dei pregiudizi che impoveriscono tutta l'umanità oltre a chi li pratica.
In uno dei suoi ragionamenti paradossali F. Kafka aveva descritto bene l'atteggiamento discriminante per pregiudizio quando ha scritto: "Uno è stato mandato fuori come colomba biblica, non ha trovato niente di verde e s'infila di nuovo nell'arca buia: ecco tutto."
(Kafka parlando di verde non si è evidentemente riferito a fazzoletti e camicie della Lega, ma, strano com'era, chissà che non fosse anche profeta?).
Vogliamo chiuderci anche noi nell'arca buia? I segnali fanno sperare che no!

Ottenebramento delle coscienze
(giu 08)
di Giovanni Giardi
"Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e
fui contento perchè rubacchiavano. Poi vennero a
prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi
stavano antipatici. Poi vennero a prendere i
comunisti ed io non dissi niente perchè non ero
comunista. Un giorno vennero a prendermi e non
c'era rimasto nessuno a protestare"
(all'uscita del pezzo avevo attribuito i versi soprastanti a Bertold Brecht. Lo storico Ercole Ongaro (largamente indicizzato da Google per chi volesse saperne di più) mi ha fatto notare che è un'informazione errata in cui sono incorsi molti. Si tratta di una versione liberamente ispirata a pasrole del Pastore Martin Niëmoller, collega di Brecht - lo ringrazio per la segnalazione)

Il pezzo della settimana scorsa "così diversi …" ha avuto dei ritardi nella pubblicazione e quando è uscito, lunedì scorso, gli accenni a pericolosi rigurgiti di razzismo nella società italiana, da sintomi erano già diventati eventi gravissimi, pompati dalla maggior parte dei mezzi di informazione; hanno coinvolto gente comune, istituzioni, malavita; complici le forze politiche di governo che sembrava non aspettassero altro per varare leggi disumane.
Da molte parti in Europa (un po' meno in Italia, ancora meno nella Chiesa) una preoccupata denuncia e messa in guardia: la cultura dell'intolleranza e del razzismo cresce e viene alimentata;
il clima non è molto diverso dall'inizio delle persecuzioni agli ebrei e, appunto, agli zingari, che è sfociate nei campi di sterminio (anche allora non ci si rese conto della gravità della strada imboccata e a posteriori molti dovettero vergognarsi di non essersi opposti con maggiore decisione).
Non voglio entrare nella diatriba della sicurezza perché è solo una strumentale falsificazione della realtà (infatti anche proporzionalmente, la maggior parte dei crimini li commettono i cittadini, la mafia provoca migliaia di morti ogni anno, persone stimate rubano allo Stato, quindi ai cittadini ben altro di quanto vengono accusati i Rom, statistiche ci dicono che la situazione non è peggiorata negli ultimi anni, negli anni 90, in un paese sudamericano /e non solo diverse decine di mamme hanno manifestato di fronte all'ambasciata italiana perché i loro figli erano stati esportati con la scusa di portarli in Italia a studiare, poi erano scomparsi e dati in adozione a buone famiglie - magari inconsapevoli) eppure della possibile violazione della legge da parte di qualche Rom o Rumeno vengono accusati gli interi popoli.
Una menzogna storica e una campagna mediatica utile solo ad alcuni politici. Chi di noi non ha solidarizzato con i tibetani a rischio di genocidio culturale? Verso i nomadi si sta facendo di peggio e non vedo la stessa indignazione e solidarietà.
Comunque vada gli uomini non possono essere trattati così: le baracche in fiamme hanno richiamato alla memoria il KKK e i pogrom di vergognosa memoria. Non c'è norma di diritto che tenga: quando ci sono movimenti migratori di queste dimensioni provocati proprio da noi, dalle politiche di sfruttamento da parte dei nostri Paesi, dobbiamo domandarci cosa si può fare per chi è in così tragiche condizioni e non serve, è inutile e ingiusto chiudersi nella speranza di poter eludere la situazione.

Parte del materiale sul dibattito
circa i giochi della sorte a San Marino
(apr. 2007)
DICIAMO ASSIEME "NO ALLO STATO BISCAZZIERE!"
Una ferita per i nostri valori ed un pericolo per il Paese.
Da qualche anno e soprattutto negli ultimi mesi, i Governi che si sono susseguiti, sembra vogliano portare avanti una scelta: reperire risorse finanziarie necessarie per gli apparati dello Stato attraverso i "Giochi della Sorte" e il "Gioco d'Azzardo".
Una scelta che i cittadini più attenti non esitano a definire grave ed estremamente pericolosa per la salvaguardia delle Istituzioni, per le nuove generazioni e per l'indipendenza stessa del nostro Paese, la sua immagine in Europa e all'estero. Infatti risulta gravemente immorale che uno Stato fondi parte della sua economia sulla debolezza di alcune persone.
La scelta di istituire una "casa da Gioco" avrebbe obbligato percorsi normativi convenzionali complessi. A nostro avviso, partendo dalla facciata di giochi innocenti come il Bingo, si vorrebbe introdurre a San Marino in modo strisciante un vero e proprio "sistema" di gioco d'azzardo, con forti dubbi di violazione della legge e della convenzioni con l'Italia. Ciò ha già provocato molti danni da tempo previsti e chiari per tutti coloro che non vogliano chiudere gli occhi: gravi sofferenze (fino a vere e proprie malattie fra cui la dipendenza) causate a molte persone e alle loro famiglie, ed una ben prevedibile corruzione morale e culturale.
Si cerca di far passare l'ineluttabilità di questa scelta scellerata con la consueta prospettiva di ricche entrate finanziarie, di nuovi posti di lavoro e in nome del benessere del Paese, e di conseguenza con la nuova Legge si è pensato bene di moltiplicare i centri dove svolgere il gioco, da uno a cinque. Lo stesso 51% gestito dallo Stato non è garanzia contro i pericoli che qui denunciamo.
Questa situazione è gravissima e pericolosissima. Porvi rimedio ora con una decisione drastica e coraggiosa è forse ancora possibile, ma proseguire su questa strada porterà il Paese a dipendere da soldi sporchi di sofferenza e corruzione, in mano a poteri incontrollabili: non saremo più padroni del nostro futuro! Questa deriva porterà le nuove generazioni ad una perdita ulteriore dei valori del lavoro, dell'impegno, del rigore, della crescita personale e comunitaria, in favore di un miraggio effimero e falso di guadagno "facile e senza fatica". San Marino non è e non vuole diventare il Paese dei Balocchi di Pinocchio!
Crediamo che lo Stato invece di dedicare energie per lucrare sul gioco d'azzardo, debba offrire alle persone gli strumenti utili a costruirsi una vita che non finisca davanti a un video-poker.
Come cittadini non possiamo tacere e ci opporremo con ogni mezzo legittimo a questa corruzione strisciante dei nostri valori fondamentali, alla trasformazione del nostro Stato in gestore di bische, al rischio di mettere la nostra indipendenza e libertà nelle mani di forze oscure, potenti e incontrollabili, all'ulteriore decadimento della nostra cultura e della nostra società, richiamando alla memoria di tutti i valori di chi ci ha preceduto.
Un gruppo di cittadini a titolo personale
________________________________________ ______________________________
(Si chiede l'adesione di chiunque condivida questa posizione. Chi intende aderire prenda contatto con uno qualsiasi
dei firmatari oppure anche tramite il seguente indirizzo e-mail: nocasagioco@libero.it )

San Marino, i giochi e noi
Ti invitiamo Mercoledì 4 Aprile 2007 alle ore 21 al Teatro s. Andrea a Serravalle
si svolgerà un incontro informale per parlare come ci interpella di quali persone e cristiani la scelta di proseguire la diffusione di diverse case da gioco in San Marino (una indicazione che pare, almeno come impressione, condivisa dai più, l'unica differenza riguarda la gestione).
L'appuntamento è aperto a tutte le persone interessate. Un momento di dialogo per aiutarci a superare questo clima "anestetizzato" su questo tema come su altri che vanno ad incidere sulla formazione di una mentalità specialmente nelle giovani generazioni.
Ciò che ci interessa non è tanto schierarci pro o contro qualcuno, o fare una battaglia "contro i mulini a vento", ma, se lo riteniamo utile, poter far sentire la nostra voce di cattolici (aperti a tutti coloro che condividono le nostre preoccupazioni) che credono nei valori della vita, della famiglia, della giustizia sociale e affrontare anche questo aspetto della realtà tenendo conto di tutti i suoi fattori, proponendola all'attenzione di tutti.
Ecco alcuni spunti:
- Cosa comporta tale scelta a livello educativo e di segnale per le nuove generazioni (che tipo di società vogliamo)?
- Aiutarci a valutare tutte le conseguenze della scelta.
- Valutare se come cittadini e/o come Associazioni di ispirazione cristiana dobbiamo sentirci interpellati anche esprimendo un parere al riguardo.
- Nel caso si valuti positivo intervenire pubblicamente studiare i tempi e le modalità più opportune (es. serata di sensibilizzazione sul tema del gioco d'azzardo (anche delle sue conseguenze sulle persone e sulla società) / documento pubblico / raccolta firme / cineforum / iniziative varie)
Cordiali saluti.
Un gruppo di amici


(da la Tribuna 2008)
Gioco d'azzardo: orgia di ipocrisie
Un'affermazione che potrebbe far sussultare sulla seggiola chi mi conosce: non so se è vero quello che afferma qualcuno che cioè Valentini (il Segretario DC) è uno dei corresponsabili dell'ingresso a San Marino di quella calamità che è stata la San Marino giochi, ma sono con lui nella proposta di un referendum per capire se i sammarinesi vogliono che lo Stato viva sui proventi del vizio e della debolezza umana (ma la motivazione di chi vuole il gioco d'azzardo è forse ancora più ignobile: è allo Stato che pensano o hanno interessi personali?).
E' paradossale: da anni si discute su come deve essere il gioco d'azzardo, da chi deve gestirlo, dove, quali sono le implicazioni convenzionali con l'Italia, ma a nessuno viene in mente di chiedere ai cittadini cosa ne pensano, se sono d'accordo di basare il futuro economico del Paese sui proventi del vizio e della debolezza umana e della malattia. Coerentemente qualcuno ha proposto di far soldi con la prostituzione e se i soldi non puzzano presto qualcuno proporrà di creare spacci ai confini per la vendita di droga.
Se è questo il Paese che qualcuno prospetta, io non voglio che i miei figli ed i miei nipoti mi rinfaccino di avere taciuto e di non avere fatto niente per fermare questi irresponsabili.
Qualche settimana fa un gruppo di cittadini senza coperture né mezzi hanno raccolto centinaia di firme contro lo "Stato biscazziere" (nocasagioco@libero.it presso centro S. Andrea do Serravalle). Ne hanno accennato i giornali, ma la discussione ha proseguito ignorando la scelta di fondo:
" su quali valori basare il futuro del Paese e se è legittimo svendere ogni valore per una manciata di soldi,
" se mettere il Paese in mano agli avventurieri internazionali della finanza e quindi mettere a rischio anche l'autonomia e l'indipendenza;
" se lo Stato può mettere in programma di essere responsabile della rovina di persone e famiglie, magari istituendo poi un fondo per la loro assistenza, la terapia e il recupero,
Tutto questo per mantenere un livello di bilancio pubblico ed un sistema finanziario drogato, precario, per accontentare famelici clienti politici
Il comitato informale che ha raccolto le firme qualche mese fa non ha i mezzi per organizzare un referendum e non sono d'accordo con l'inflazione di questo strumento importante per la democrazia diretta (ed ho bisogno di capire meglio il portato di alcuni referendum in corso), ma in questo, chi ci crede, dovrà cominciare a organizzarsi: ci starei anche con il diavolo, figuratevi se non ci sto con Valentini.
Adesso la sfida è lanciata, vedremo chi ci sta.
Giovanni Giardi

Gioco d'azzardo ed equivoci

Finalmente si è aperta la discussione nel Paese sul gioco d'azzardo. Finora si era discusso solo sulle modalità dando per scontato che la scelta di fondo era fatta.
I movimenti cattolici (non "i cattolici" perché fra questi c'è anche chi gioca d'azzardo e chi vuole la casa da gioco) hanno preso giustamente posizione e prima di questa c'era stata una presa di posizione trasversale di un gruppo di cittadini ("diciamo no allo Stato biscazziere") che solo con il passaparola e con lo scambio e-mail (nocasagioco@libero.it ) ha raccolto in pochi giorni diverse centinaia di adesioni (vedere sito WWW.libertas.sm). Sono anche contento che il Vescovo stia prendendo posizione perché in passato ho personalmente sollecitato Mons. Rabitti a farlo e mi sono preso un'infamata clamorosa dal clero locale (conservo gelosamente la lunga e aggressiva lettera del Vicario Foraneo).
Ma sono sorti subito anche gli equivoci. Le centinaia di cittadini che hanno aderito al documento "diciamo no allo Stato biscazziere" e mi sembra le associazioni firmatarie del documento contro il gioco d'azzardo non hanno inteso entrare nella polemica delle responsabilità di prima o di dopo. Hanno ragione Macina e Bindi che la scelta scellerata è stata quella iniziale di far entrare a suo tempo la Giochi San Marino in Repubblica e permetterle di fare il suo comodo, ma ora si tratta di sapere se c'è la volontà di uscire da questa situazione e dire no al gioco d'azzardo a San Marino, dire no allo stato biscazziere, dire no alla prospettiva che la nostra improbabile ricchezza sia basata sullo sfruttamento della debolezza e della malattia delle persone, sulla rovina loro e delle loro famiglie come è bene chiarito nei due documenti citati.
Giovanni Giardi

da SAN MARINO OGGI
(maggio 07)
I cattolici del Titano dicono "no" alle sale da gioco
Sette associazioni rendono pubblica la loro posizione: "La strada intrapresa è sbagliate"
Sette associazioni cattoliche dicono "no" al casinò. E lo fanno con una nota diffusa congiuntamente. Una nota nella quale prendono una posizione ben precisa, che esula da quella effettuata dall'esecutivo. In un momento in cui tanto si discute delle presunte ingerenze della Chiesa nello Stato laico, crediamo, invece, che ognuno abbia il diritto
di esprimere le proprie idee, soprattutto quando queste non sono condizionate da interessi di parte.
"L'ultima delibera del Congresso di Stato sulle case da gioco rischia di diventare davvero un azzardo. In realtà, tutta la situazione che emerge, seguendo con un po' di attenzione i passaggi "visibili" di questi ultimi anni, che hanno interessato la questione case da gioco e casinò a San Marino, sembra tutt'altro che positiva. Proprio per questo, come laicato delle Associazioni, Movimenti e Gruppi ecclesiali della Diocesi di San Marino-Montrefeltro, prendiamo ancora una volta pubblicamente la parola, per esprimere la nostra seria preoccupazione su tutta la questione. Innanzitutto, il primo aspetto problematico che vorremmo far notare, è la contraddizione in termini, presente all'origine di questa proposta. Infatti, lanciata come "soluzione" possibile ad una situazione economica senza ampie prospettive, il piano proposto per la realizzazione dell'hotel-casa da gioco non ha toccato minimamente, attraverso un'analisi accurata, le problematiche economiche e sociali che sarebbero potute scaturire e che, tuttavia, stanno piano piano emergendo da sole. In primo luogo, infatti, già in questi pochi anni di vita - neppure 6 dalla prima convenzione firmata nel 2001- di Bingo e Keno, strutture sorte come realtà provvisorie, il nostro Paese sta risentendo degli effetti negativi del problema riguardante "la distribuzione dei poteri" per la gestione del Casinò, e del suo influsso sfavorevole sull'immagine di San Marino a livello italiano e internazionale (come apparso dalla recente commissione d'inchiesta); in secondo luogo, inoltre, stanno emergendo a San Marino e oltre confine, le problematiche familiari conseguenti alla "dipendenza da gioco", mai prese in seria considerazione all'origine della proposta e che presto andranno a gravare proprio sul bilancio dello Stato (proprio un recente articolo del Sert di Rimini, sul Resto del Carlino dei 261312007, indica la vicina Rimini al 7° posto in Italia per la spesa nel gioco d'azzardo, e segnala che oltre 40 persone all'anno richiedono di disintossicarsi dalla dipendenza da gioco).
Il secondo aspetto che vorremmo sottolineare, è la discutibile e non chiara distinzione tra gioco della sorte e gioco d'azzardo. Se, infatti, è vero che anche in Italia il gioco della sorte viene utilizzato come risorsa economica per il paese (dato questo già moralmente criticabile), è altrettanto vero che gli standard che a San Marino definiscono il gioco della sorte, in l'Italia rientrano già nel gioco d'azzardo. Una questione questa, tutt'altro che secondaria, che riteniamo debba essere assolutamente chiarita, onde evitare che nel nostro Paese, si mascheri per gioco della sorte ciò che risulta essere, in realtà, gioco d'azzardo. Dunque, come realtà ecclesiali impegnate nell'educazione dei giovani, volendo esprimere davvero una `posizione politica" nel senso più ampio del termine, desideriamo, porre una seria questione alle Istituzioni della nostra Repubblica: è davvero risolutiva la soluzione delle case da gioco, per il benessere del Paese e delle nostre generazioni giovanili? E' davvero incentivando un apparente "facile guadagno" che aiutiamo la nostra gioventù a crescere per costruire un miglior tessuto sociale? E' davvero la vincita al gioco,
Le associazioni chiedono al Governo di ricordare L'insegnamento di Santo Marino di riprendere in mano tutta la questione dei giochi.
La risposta alla sete di felicità che sempre di più emerge dal cuore dei nostri giovani?
Noi riteniamo che l'esempio del Santo Marino, nostro Patrono e Fondatore, contenga già la risposta alle nostre domande e al bisogno autentico del nostro piccolo Stato. Per modellare la roccia, ci vuole un impegno serio e un lavoro che costa fatica. Proprio per questo, considerando che la strada intrapresa sia quella sbagliata, chiediamo che venga ripresa in mano tutta la questione e rivista in maniera molto più accurata, in modo da evitare che la realtà delle case da gioco diventi, davvero, un piccolo casin...ò
ASSOCIAZIONE GUIDE E SCOUTS CATTOLICI ITALIANI (AGESCI)
ASSOCIAZIONE GUIDE E SCUOTS CATTOLICI SAMMARINESI (AGECS)
AZIONE CATTOLICA ITALIANA E SAMMARINESE (ACI)
CAMMINO NEOCATECUMENALE
COMUNIONE E LIBERAZIONE (CL)
MOVIMENTO PER LA VITA "Montefeltro"
RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO (RnS)
UNIONE SAMMARINESE TRASPORTO AMMALATI LORETO-LOURDES (USTAL UNITALSI)











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