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Storia e storie
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Dal Sito della CDLS
Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinesi
(intervista su youtube )
Questa è la riflessione che Giovanni Giardi ha rilasciato sulla sua esperienza sindacale pubblicata sul libro “Cinquant’anni di Conquiste Sociali” uscito in occasione del 50° anniversario della Confederazione Democratica Lavoratori sammarinesi (1957-2007).
" Non avevo ancora 14 anni quando ho iniziato a lavorare in fabbrica ed ero un ragazzo quando ho cominciato ad interessarmi del sindacato. Molti dei diritti che oggi i lavoratori più giovani danno per scontati erano da conquistare e quindi sono testimone del lungo cammino di queste conquiste di cui la CDLS è stata certamente protagonista. Anche personalmente sono certo di aver dato un contributo importante per il ruolo che mi sono trovato a svolgere: le vicissitudini della vita, una vocazione consapevole e le occasioni offerte da questa grande esperienza hanno segnato tutta la mia vita. Il sindacato ha aiutato il mondo del lavoro a crescere e i lavoratori hanno fatto crescere il sindacato. Assieme hanno cambiato anche il Paese forse ben più di ogni altra istanza rappresentativa della società civile. A volte mi viene da pensare al sindacato come ad una “creatura” di cui sento una parziale paternità.
Infatti reagisco con sofferenza quando fa degli errori e quando viene attaccato. Per questo mi permetto un po’ di paternalismo e anche qualche ammonimento. Soprattutto ai giovani vorrei ricordare che ciò che loro sono oggi, il livello raggiunto di progresso, le condizioni di tutela ed il sistema di garanzie di cui possono usufruire, hanno le radici in questa storia politica e sindacale e nella faticosa e graduale costruzione di queste condizioni, costata, alla generazione che li ha preceduti, lotte e sacrifici.
Però i progressi di un popolo non sono mai così consolidati da non rischiare di svanire con molta facilità se l’impegno ed i sacrifici per conquistarli non vengono trasmessi nel patrimonio culturale e nel profondo della coscienza delle nuove generazioni. Oggi molte di queste garanzie sono messe in discussione. Il sindacato, invece di progettare nuovi livelli di progresso e nuove conquiste, è attestato a difendere le conquiste fatte per non arretrare o regredire il meno possibile: in una contingenza negativa temporanea può anche capitare, ma attenzione a non mollare su tutta la linea e a non tornare ad un ruolo politicamente e socialmente subordinato. Sarebbe dura per le nuove generazioni.
In questo preciso momento storico, poi, il sindacato ed i lavoratori dovrebbero interrogarsi se non si giustifichi uno sforzo di analisi e di azione per capire dove sta andando il Paese. Non sembra anche all’analisi del sindacato che il Paese stia rischiando grosso a causa di scelte pericolose ed alcune derive incontrollate sul piano economico, finanziario e politico (vedi casa da gioco, operazioni finanziarie allegre, coinvolgimento in scandali dalle dimensioni enormi in rapporto a quelle del Paese, ecc)? Facciano attenzione! Se il Paese sarà messo in ginocchio da queste scelte sbagliate, coloro che hanno speculato alle spalle di tutti se ne andranno coi loro soldi e nei guai resteranno i cittadini più deboli, certamente i lavoratori"
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Giovanni Giardi, giovane falegname di un’azienda artigianale, ha in tasca la tessera della CDLS fin dal 1958. La sua storia sindacale quindi inizia da giovanissimo con l’impegno sul campo nella vicina Rimini all’interno della Cisl. Esperienza che lo convince ad abbracciare l’impegno sindacale a tempo pieno. Giardi viene eletto alla guida della Confederazione Democratica nel 1972 e vi rimane fino al 1984.
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