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Magia del camminare
Magia del camminare (1)
Viaggiare è una cosa straordinaria che non sempre si riesce a narrare adeguatamente in un diario. Viaggiare camminando, viaggiare a piedi, è ancora più straordinario, ormai raro e quindi prezioso come tutte le cose rare.
Probabilmente non è la stessa cosa per tutti, ma per quanto mi riguarda ho vissuto, in escursioni, semplici camminate e pellegrinaggi tematici, sensazioni forti, capaci di giustificare e ripagare fatiche altrimenti insopportabili e anche pericoli.
Condivido pienamente il pensiero di Keruaq che attribuisce all'esperienza sulla strada e soprattutto sui sentieri di montagna l'occasioni per approfondimenti spirituali altrimenti impossibili. Duccio Demetrio ha elaborato una vera e propria "Filosofia del camminare". Ho trovato la magia ed il fascino del camminare anche in Tolkien e nel genere fantasy di cui sono consumatore avido. Inoltre gli Scouts, nella loro seria pedagogia per la vita, hanno elaborato pensieri interessanti sul camminare.
Però non ho trovato ancora l'approfondimento di un'idea che ho da tempo che, cioè, tutto risieda nella memoria atavica delle centinaia di migliaia di anni in cui per l'uomo, spostarsi per spazi considerati immensi e soprattutto scavalcare l'ostacolo di una catena di monti doveva rappresentare un'impresa immane e leggendaria. Un po' come la soddisfazione e la sensazione di sicurezza, razionalmente ingiustificata, che si prova di fronte ad un camino acceso durante il maltempo e l'inverno o di fronte ad una dispensa ben fornita. Sarebbe da approfondire … anche alla luce del pensiero del Leopardi sull'ansia dell'uomo di superare i limiti … e la siepe che divide dall'Infinito.
Comunque sia, qualche viaggiatore a piedi ha compiuto imprese celebri che hanno attirato l'attenzione del pubblico. Nel mio piccolo ho fatto anch'io escursioni dolomitiche, escursioni sugli Appennini, camminate di diversi giorni per raggiungere a piedi località interessanti e soprattutto un pellegrinaggio a piedi da San Marino a Roma, nell'estate del 2000, in 13 tappe. Con una specificità: probabilmente è stato il primo dei grandi pellegrinaggi il cui diario è stato scritto non su di un quaderno, ma su di un palmare che portavo sempre con me.
Nella mia vita ho fatto molte cose interessanti e spero più utili per l'umanità, ma i viaggi a piedi sono stati fra gli spazi per me, solo per me, che mi sono goduto di più.
Ho iniziato sostanzialmente a trasformare le semplici camminate in escursioni mirate quando i figli mi hanno trascinato nelle loro avventure escursionistiche e non ho più smesso. Poi ho scoperto l'escursione di gruppo con gli amici della "La Genga" (2) con cui ho fatto esperienze molto belle …. Poi l'età mi ha posto ovvi limiti, ma come dimenticare i momenti magici della forcella Marmolada raggiunta al calare del sole e il ritorno per il Contrin quasi al buio? O la vetta del Catria con il vento che se provavi di affacciarti al ciglio ti rigettava indietro? O l'attesa del tramonto dall'eremo di Cerbaiolo di Viamaggio, con le gambe a pezzi, in attesa di ripartire il giorno dopo per La Verna, mentre i vari piani delle catene di colline toscane, evidenziati dalla caligine, sparivano uno ad uno, l'eremo di Fonte Avellana raggiunto a piedi da Cagli, il Monte Cimone, deserto, con il vento che sibilava fra strutture meteorologiche disabitate o abbandonate, il Lago di Pilato con le sue stelle alpine raggiunto da Foce, i Sibillini conquistati con la tenda sulle spalle fino alla vetta e la sua notte stellata e le costellazioni che sembravano così vicine, il Gran Sasso, il Nuvolau e la precisa sensazione di essere entrato in una dimensione, in una realtà diversa, nel silenzio di Passo Giau al tramonto, quando tutte le auto dei turisti arano scomparse lungo gli interminabili tornanti della strada che porta al lontano inizio della vallata.
In un silenzio che colpiva come un rombo potente e sussurri silenziosi modulati su una frequenza non udibile da tutti, sembrava che una realtà antica, millenaria, volesse riprendere possesso del suo spazio liberato dalla presenza invadente di turisti rumorosi e distratti… .
Questi momenti sono parte dell'essenza di me, ma se morissero con me perché non sono un grande poeta o scrittore o regista o musicista o pittore per descriverli, morirebbe ben altro che il mio corpo. Per questo tento di lasciare questa flebile traccia ….
In fondo, tra i principi di filosofia del camminare non c'è quello che la stessa vita non è che un cammino, un viaggio, fatto di tante tappe da conquistare con fatica ?
(1) Il sociologo - filosofo Franco Cassano, teorico del vivere slow, sostiene che "...chi va a piedi vede aprirsi magicamente il mondo, perchè andare a piedi è sfogliare il libro e invece correre è guardare soltanto la copertina."
(2) una assocìociazione di escursionisti del mio Paese.
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